Indennità di malattia INPS: a chi spetta, calcolo importo e durata

Quando un lavoratore, sia pubblico che privato, si ammala e quindi resta a casa senza poter svolgere la prestazione lavorativa viene comunque retribuito attraverso l’indennità di malattia che viene erogata dall’Inps, quest’ultima viene applicata però con regole differenti a seconda del tipo di lavoratore (pubblico o privato), in questa guida andremo a vedere dettagliatamente come funziona questo strumento, a chi spetta, l’importo della retribuzione durante il periodo di malattia, la duarata dell’indennità e tutte le ultime novità introdotte.

Indennità di malattia Inps: Info Preliminari

Se la maggior parte dei lavoratori sanno che quando ci si assenta dal lavoro per malattia si riceve comunque lo stipendio non tutti sanno come effettivamente funziona la retribuzione nel periodo di malattia, quanto si percepisce e quando subentra l’Inps nel pagamento della retribuzione.

Facciamo un primo distinguo ricordando che quando si ci ammala i primi 3 giorni di assenza sono retribuiti dall’Azienda mentre dal 3 giorno in poi subentra l’INPS attraverso un’indennità sostitutiva  con regole differenti tra dipendenti pubblici e privati.

L’indennità di malattia viene riconosciuta a tutti i lavoratori dipendenti sia italiani che stranieri, anche quando per il pagamento della retribuzione subentra l’INPS, il datore di lavoro anticipa comunque il pagamento che poi andrà a recuperare in un secondo momento, quindi riepilogando quando ci si ammala i primi 3 giorni sono pagati dall’Azienda dal 4° subentra l’INPS con l’indennità sostitutiva fino ad un massimo di 180 giorni.

La retribuzione o stipendio durante il periodo di malattia non corrisponde mai al 100% ma varia in funzione della categoria professionale alla quale si appartiene ed anche al periodo di malattia indicato nel certificato medico.

Infine ricordiamo che l’indennità erogata dall’INPS non viene riconosciuta a tutti i lavoratori, di seguito andiamo a vedere tutti i dettagli, come funziona, i requisiti e i limiti previsti dalla normativa.

Indennità di malattia Inps: A chi spetta?

Iniziano a vedere chi sono i lavoratori che possono beneficiare dell’indennità di malattia che viene erogata dell’INPS:

  • operai del settore industria;
  • operai ed impiegati del settore terziario/servizi;
  • lavoratori dell’agricoltura;
  • apprendisti;
  • disoccupati;
  • lavoratori sospesi dal lavoro;
  • lavoratori dello spettacolo;
  • lavoratori marittimi;
  • lavoratori iscritti alla gestione separata (art. 2 comma 26 della legge 335/95).

Vediamo ora invece quali sono i lavoratori che sono esclusi dall’Indennità dell’INPS:

  • i collaboratori familiari (COLF e Badanti);
  • gli impiegati dell’industria;
  • dirigenti;
  • i portieri.

Indennità di malattia Inps: Importo

Abbiamo anticipato nella parte iniziale della guida che la retribuzione nel periodo di malattia non è mai al 100%, di seguito vediamo come vengono retribuiti i lavoratori dipendenti del settore privato:

  • al 50% della retribuzione media giornaliera per i primi 20 giorni di malattia;
  • al 66,6% per i giorni successivi della malattia o nei casi di ricaduta.

Tuttavia ci sono delle eccezioni per alcune professioni specifiche. Ad esempio, ai dipendenti di pubblici esercizi e laboratori di pasticceria spetta l’80% della retribuzione per tutto il periodo di malattia.

L’indennità di malattia è ridotta:

  • di due quinti durante i periodi di ricovero se il soggetto non ha familiari a carico;
  • di due terzi nei casi di disoccupazione o sospensione dal rapporto di lavoro.

Il pagamento dell’indennità da parte dell’INPS ricordiamo che è dovuta a partire dal primo giorno in cui viene presentato il certificato di malattia, a meno che il lavoratore dimostri un motivo serio che giustifichi il ritardo.

Indennità di malattia Inps: Durata

L’indennità sostitutiva erogata dall’INPS come abbiamo accennato non ha una durata infinita, la durata massima entro cui l’INPS compre il pagamento dello stipendio del lavoratore in malattia arriva ad un massimo di 180 giorni per ogni anno solare per i lavoratori che appartengono al settore privato ed è valida per:

  • i lavoratori a tempo indeterminato dell’industria;
  • i lavoratori a tempo indeterminato dell’agricoltura;
  • gli apprendisti;
  • i lavoratori sospesi.

La durata dell’Indennità INPS varia invece per i dipendenti pubblici, in questo caso arriva fino a 18 mesi, dove nei primi 9 vengono retribuiti al 100% del loro stipendio, quindi in questo caso non c’è nessuna perdita da parte del lavoratore pubblico in termini economici.

Mentre nei 3 mesi successivi, quindi dal 10° al 12°, al lavoratore spetta un’indennità pari al 90% della retribuzione, dal 13° al 18° mese, infine, l’indennità si abbassa al 50% dello stipendio, mentre per dal 18° mese in poi non spetta più nulla.

Ci sono infine dei casi particolari  dove l’erogazione dell’Indennità INPS varia rispetto alle regole che abbiamo appena, visto, nella seguente tabella vediamo quali sono questi casi particolari:

Lavoratori Indennità di malattia
Lavoratori con contratto a tempo determinato Indennità per periodi non superiori all’attività eseguita nell’ultimo anno, con un massimo di 180 giorni annui. L’erogazione viene interrotta in concomitanza con la fine del rapporto di lavoro, ma è comunque garantita fino a 30 giorni di malattia anche se nell’ultimo anno il lavoro è stato svolto per meno di 30 giorni
Lavoratori agricoli a tempo determinato L’indennità di malattia è concessa purché risultino iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dell’anno precedente per almeno 51 giornate o previo rilascio del certificato d’iscrizione d’urgenza in caso di primo anno di iscrizione
Lavoratori in part-time verticale L’indennità di malattia è garantita solo per i giorni in cui è previsto lo svolgimento dell’attività lavorativa e non per quelli di “pausa contrattuale”
Lavoratori parasubordinati Hanno diritto all’indennità in caso di ricovero ospedaliero, per 180 giorni massimo nell’anno solare, e dal 1 gennaio 2007 all’indennità giornaliera di malattia, totalmente a carico dell’INPS

Indennità di malattia Inps: Periodo di comporto

Un’altro aspetto riguardante l’Indennità di Malattia è il periodo di comporto, un termine non molto comune che molti lavoratori ignorano, quando si parla di periodo di comporto ci si riferisce al periodo entro il quale il lavoratore dipendente può assentarsi dal lavoro a causa di una malattia senza rischiare di perdere il proprio posto.

In determinati e specifici casi e quando viene superato il limite massimo di comporto, il datore di lavoro può licenziare il dipendente in malattia, la durata di questo periodo non è fissa e uguale per tutti ma varia a seconda della tipologia dell’impiego, questo aspetto infatti, viene stabilito e definito dal CCNL Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Quindi per avere un’informazione precisa sul periodo di comporto consigliamo di leggere il priprio CCNL o di rivolgersi al proprio sindacato lavorativo

Indennità di malattia INPS e certificato medico

L’indennità di malattia erogata dall’INPS ovviene solamente in presenza del certificato di malattia rilasciato dal proprio medico curante, al fine di ricevere correttamente l’indennità il lavoratore dovrà essere attento e verificare che i dati riportati sul certificato siano tutti corretti al fine di poter beneficare dell’indennità.

Ricordiamo inoltre che oggi la trasmissione del certificato medico avviene in modalità telematica, tuttavia, se per qualsiasi motivo non fosse possibile provvedere alla trasmissione telematica del certificato il lavoratore dovrà richiedere il certificato in forma cartacea e presentarlo, entro due giorni dal rilascio, alla struttura territoriale dell’INPS di competenza e al datore di lavoro.

Questo è un aspetto molto importante poichè la normativa prevede la perdita dell’indennità di malattia per ogni giorno di ingiustificato ritardo

Indennità di malattia Inps: Orari Visite Fiscali

Altro aspetto riguardante sempre la corretta fruizione dell’indennità è la visita fiscale a cui vengono sottoposti i lavoratori sia pubblici che privati, ci sono delle fasce orarie di reperibilità ben pricise entro cuo il medico incaricato dall’INPS può fare visita al lavoratore per accertare l’effettivo stato di malattia e la sua presenza al domicilio.

Gli orari delle visite fiscali non sono uguali per tutti i lavoratori ma variano a seconda si tratti di dipendente pubblico o privato, ecco di seguito gli orari attualmente in vigore:

  • dipendenti pubblici: dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00;
  • dipendenti privati: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

Se il lavoratore non viene trovato a casa durante il controllo:

  • alla prima assenza ingiustificata si verifica la perdita totale dell’indennità di malattia fino ad un massimo di 10 giorni;
  • alla seconda assenza ingiustificata si riduce del 50% l’indennità per il restante periodo di malattia.